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Lo sviluppo motorio del neonato

baby on backPerché lasciare che il bambino sperimenti autonomamente le possibilità di movimento

Il bambino ha le capacità innate di di sviluppare i movimenti del corpo che lo porteranno dalla posizione distesa sul dorso, a rotolare sull'addome, a sedersi, gattonare e quindi a camminare, con movimenti armoniosi e coordinati.
Durante il primo trimestre, quando il neonato rimane coricato sul dorso, fa spontaneamente dei piccoli guizzi con gambe e braccia in maniera poco coordinata e muove la testa spesso da un solo lato.

La qualità dei movimenti però cambia quando il bambino comincia ad interessarsi a ciò che lo circonda e a seguire gli oggetti con lo sguardo. Prima si muovono solo gli occhi. Poi anche la testa segue il movimento degli occhi a prescindere dal lato che precedentemente era il preferito. Il bambino comincia a guardare le proprie mani con più attenzione, a rendersi conto che gli appartengono e a fare dei movimenti pù precisi con esse.

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Ascoltare cio' che siamo

Riflessioni intorno ad un approccio “dolce” allo yoga

ascoltare se stessiQuando si programmano proposte di avvicinamento “dolce” allo Yoga, le linee-guida possono essere molteplici.

Risulta importante innanzitutto poter offrire una pratica “calibrata“ a degli studenti interessati a prendersi cura delle proprie articolazioni, della mobilità della schiena, delle tensioni e dei blocchi accumulati nelle varie parti del corpo nel corso del tempo.

La modalità di approccio assume caratteristiche di delicatezza e accoglienza, per rassicurare quanti, di fronte ai cambiamenti del corpo dovuti all'invecchiamento o di fronte ai  limiti determinati da eventi esterni o da particolari stili di vita, desiderano trovare uno spazio adeguato di rispetto e di accettazione, senza doversi attenere a modelli precostituiti e inadeguati in termini di prestazione. Interessante anche nella proposta poter mettere a disposizione, facendone acquisire la competenza necessaria, una serie di strumenti di protezione con l'uso in particolare di supporti  facilitatori per  l'esecuzione di esercizi, movimenti e posizioni della pratica tradizionale dello yoga altrimenti poco percorribili.

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Appunti sparsi per accompagnare la nascita

Perché la donna deve poter scegliere dove e come partorire?

•Il parto è un processo involontario che, se si svolge nel rispetto della fisiologia, si conclude col suggello di un sano attaccamento per la coppia madre-bambino.
•Il processo fisiologico naturale del parto consente all'organismo di muoversi progressivamente verso la messa a riposo del cervello razionale affinché il cervello primitivo possa condurre il processo
•Siccome non è possibile aiutare un processo involontario se non interferendo con esso, l’obiettivo più sensato da porsi  per l’accompagnamento è quello di evitare di disturbarlo

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Chi sono io?

Riflessioni sui percorsi di normodinamica

picasso preparatorio demoiselles avignoneLa nostra identità comincia a formarsi già prima della nascita attraverso il rapporto con nostra madre prima e con le altre figure di riferimento poi.

Le modalità relazionionali in cui siamo immersi ci portano a cercare e trovare strade (relazionali) per soddisfare i nostri bisogni: esse sono connesse alle risposte che via via riceviamo dall'ambiente che ci circonda; sono quelle che funzionano meglio, per lo meno nel contesto in cui nascono.

Ogni volta che ci identifichiamo univocamente con una di queste modalità e  pensiamo "Questo sono io!", immutabile nel tempo, la trasformiamo in un percorso obbligato e automatico. Non è più solo uno dei tanti modi per soddisfare un bisogno, diventa invece parte della nostra identità. Ma accade che un certo numero di volte tali percorsi non siano più adatti a contesti mutati e non siano in grado di soddisfare tutti i bisogni vivi nel momento presente.

Quando pensiamo "Questo sono io!" come qualcosa di statico e immutabile, auto limitiamo la nostra libertà e impediamo alla vita, anche la nostra, di scorrere e manifestarsi per ciò che è nel presente. D’altra parte se lo facciamo è perché quella modalità ha un senso almeno per una "parte" di noi...

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Volere la vita

Un viaggio con le immagini attraverso alcuni importanti momenti della vita, in contatto con se stessi.

"Volere la vita" è un percorso in diverse tappe, ciascuna con precisi riferimenti cinematografici e dedicata ad un particolare nodo dell’esperienza umana (la pubertà, la giovinezza, l’età adulta, l’età matura, la vecchiaia). 
Prende avvio dal testo di R. Guardini, "Le età della vita" e offre degli spunti, attraverso il racconto per immagini, per approfondire e per stimolare l’attenzione su diversi piani di consapevolezza.

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